Disposizioni per le celebrazioni della Settimana Santa

DIOCESI DI TRIESTE

DISPOSIZIONI PER LE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA

Carissimi sacerdoti, diaconi, consacrati e consacrate, fratelli e sorelle in Cristo!

1.         A causa del perdurare dell’epidemia da COVID-19, sono ad offrirvi alcune disposizioni che, in conformità ai due Decreti della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti del 19 e 25 di marzo con norme specifiche per i Paesi colpiti dall’emergenza sanitaria e degli Orientamenti della CEI del 25 di marzo, ci aiuteranno nella preparazione e nella celebrazione della Settimana Santa. Le misure restrittive che riguardano gli assembramenti e i movimenti delle persone predisposte dal Governo con i DPCM, ci impegnano a celebrare la Settimana Santa senza concorso di popolo e all’osservanza di tutte le disposizioni, soprattutto quelle di carattere sanitario come il cosiddetto distanziamento sociale, già date in precedenza. Questo doveroso e necessario richiamo lo accompagno con l’invito ad una preghiera più intensa e fervorosa da farsi nelle proprie abitazioni utilizzando l’allegato sussidio predisposto dalla CEI Chi ci separerà? – Celebrare e pregare al tempo dell’epidemia, e con la disponibilità a seguire, tramite le trasmissioni via radio e televisione o altri strumenti comunicativi – a livello locale o nazionale[1] -, i vari momenti celebrativi che di seguito vengono indicati. Si potrà così far tesoro spirituale di quella che è la Settimana centrale dell’Anno liturgico che ci riporta con la memoria agli eventi storici dai quali è scaturita la nostra salvezza: la passione, la morte in croce e la risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo.

2.         Prima di entrare nel merito delle celebrazioni della Settimana Santa, desidero offrirvi alcuni chiarimenti relativi a quesiti che in questi giorni sono andati accumulandosi, chiarimenti che sono finalmente pervenuti alla CEI con una lettera del Ministero degli Interni tramite il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.

a)        Sull’apertura delle chiese. La lettera afferma: “Innanzitutto, appare opportuno sottolineare che…non è prevista la chiusura delle chiese. È evidente quindi che l’apertura delle chiese non può precludere alla preghiera dei fedeli”.

b) Sull’accesso alla chiesa. Su questa questione la lettera, in un passaggio di non facile interpretazione, stabilisce “che l’accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da ‘comprovate esigenze lavorative’, ovvero per ‘situazioni di necessità’ e che la chiesa sia situata lungo il percorso, di modo che, in caso di controllo da parte delle Forze di polizia, possa esibirsi la prescritta autocertificazione o rendere dichiarazione in ordine alla sussistenza di tali specifici motivi”.

c) Sulle celebrazioni liturgiche. La lettera chiarisce che “…le celebrazioni medesime non sono in sé vietate, ma possono svolgersi senza la partecipazione del popolo…, limitate ai soli celebranti ed agli accoliti necessari”.

d) Sulle celebrazioni della Settimana Santa. La lettera chiarisce che le celebrazioni sono limitate “ai celebranti, al diacono, al lettore, all’organista, al cantore ed agli operatori della trasmissione”. Le persone coinvolte dovranno pertanto munirsi di autocertificazione che rechi il giorno e l’ora della celebrazione e l’indirizzo della chiesa dove la celebrazione si tiene, con motivazione “comprovate esigenze lavorative”[2].

3.         La Settimana Santa, da sempre arricchita con molteplici espressioni e manifestazioni, pubbliche e partecipate, di pietà popolare come la Via crucis, le processioni o altre iniziative di devozione, quest’anno dovrà essere vissuta senza di esse, in quanto vengono sospese. Si potrà ovviare con apposite celebrazioni fatte in casa, a livello personale o familiare. La tradizionale Via crucis cittadina del Venerdì santo, organizzata ogni anno dall’Azione Cattolica Diocesana, sarà proposta in una forma nuova, adeguata all’attuale situazione. Sarà possibile seguirla unicamente da casa tramite Tele 4 e Radio Nuova Trieste alle ore 20 del 10 di aprile.

4.         Vengo ora alle celebrazioni liturgiche della Settimana Santa, asse su cui poggia la nostra vita cristiana, con una serie di disposizioni – assunte con dolorosa e lacerante consapevolezza – che muteranno il loro ordinario e ordinato svolgimento per adeguarlo alle attuali esigenze, conseguenti a una condizione imprevista e inimmaginabile. Anche se prive dell’aspetto comunitario per la mancata partecipazione del popolo e svolte con le porte delle chiese chiuse, le liturgie della Settimana Santa si celebreranno, essendo prima di tutto azioni non nostre, ma messe in atto da Dio Padre attraverso la potente azione del Suo Spirito Santo con l’obiettivo di far giungere a noi e a tutta la Chiesa la grazia incommensurabile della Pasqua del Figlio Gesù, morto in croce e risorto per salvarci dal peccato e per associarci spiritualmente alla comunione dell’Amore trinitario. Questa grazia, nei modi che solo Dio conosce, raggiungerà tutto e tutti comunque, anche se saremo costretti a rimanere chiusi in casa e a seguire i vari riti pasquali unicamente tramite i mezzi della comunicazione sociale. Sono a chiedere a tutti che le seguenti disposizioni siano osservate con docilità d’animo, con senso di responsabilità e con spirito di obbedienza.

 a) Domenica delle Palme e della Passione del Signore – 5 aprile. Nella celebrazione in Cattedrale, presieduta dal Vescovo, si utilizzerà la seconda forma prevista dal Messale Romano, con una simbolica processione all’interno della chiesa con rami d’ulivo. La celebrazione verrà trasmessa da Tele 4, da Radio Nuova Trieste e da Radio Rai alle ore 10.30. Nella celebrazione nella chiesa parrocchiale si userà la terza forma del Messale Romano. La benedizione e la distribuzione degli ulivi o delle uova o dell’acqua santa sono sospese, rimandando ad un prossimo incontro del Consiglio Presbiterale una valutazione circa le modalità di una loro eventuale ripresa fuori dalla Settimana Santa. Stante questa norma, qualsiasi iniziativa che proceda con la distribuzione degli ulivi davanti alle chiese va prontamente segnalata alle forze dell’ordine in quanto impropria e non autorizzata.

b) Lunedì santo, martedì santo e mercoledì santo – 6, 7, 8 aprile. Sono ad invitare a dare a questi giorni una particolare intonazione penitenziale e di orientare la preghiera al Signore per particolari categorie di persone che in questo periodo patiscono più di altre le conseguenze dell’attuale difficile situazione. Lunedì santo, vi invito a pregare in particolare per i bambini e le famiglie; Martedì santo, a pregare per i malati, i medici e gli operatori sanitari; Mercoledì santo, a pregare per il mondo del lavoro, per i responsabili del bene comune e per il mondo del volontariato, specialmente per quelli che operano nella Caritas diocesana.

c) Messa crismale – 9 aprile. Questa celebrazione viene trasferita ad altra data che sarà indicata dalla CEI[3]. Vanno comunque rimandati tutti gli incontri dei sacerdoti che, in forma spontanea o ufficiale, venivano tradizionalmente organizzati in questo giorno nel segno della fraternità presbiterale. Si ricorda inoltre che, in caso di vera necessità, ogni presbitero può benedire l’olio per l’Unzione degli infermi (Sacramento dell’unzione e cura pastorale degli infermi, Introduzione, n, 21 e 77bis).

d) Giovedì Santo – 9 aprile. Nella celebrazione della santa Messa in Coena Domini – la concelebrazione è permessa unicamente ai sacerdoti che abitino nella medesima casa parrocchiale – vanno omesse la lavanda dei piedi e la processione al termine della celebrazione. Il Santissimo quindi va riposto nel Tabernacolo. Si ricorda che il Decreto della Congregazione concede in via straordinaria ai presbiteri la facoltà di celebrare la santa Messa, purché sia senza concorso di popolo. La santa Messa in Cattedrale, presieduta dal Vescovo, sarà trasmessa da da Tele 4 e da Radio Nuova Trieste alle ore 16.30.

e) Venerdì Santo – 10 aprile. Nella celebrazione, sia in Cattedrale sia nelle chiese parrocchiali, si deve introdurre al momento della preghiera universale la seguente intenzione: ” Per i tribolati. Preghiamo, fratelli carissimi, Dio Padre onnipotente, perché liberi il mondo dalle sofferenze del tempo presente: allontani la pandemia, scacci la fame, doni la pace, estingua l’odio e la violenza, conceda salute agli ammalati, forza e sostegno agli operatori sanitari, speranza e conforto alle famiglie, salvezza eterna a coloro che sono morti. Preghiera in silenzio; poi il sacerdote dice: Dio onnipotente ed eterno, conforto di chi è nel dolore, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell’umanità sofferente: salvaci dalle angustie presenti e donaci di sentirci uniti a Cristo, medico dei corpi e delle anime, per sperimentare la consolazione promessa agli afflitti. Per Cristo nostro Signore”. Il bacio della Croce è riservato unicamente a chi presiede il rito. Terminata la liturgia della Passione, sono ad invitare i parroci e gli amministratori parrocchiali ad uscire dalla chiesa con il Crocifisso e impartire la benedizione alle persone e alle famiglie della Parrocchia. Il Vescovo presiederà la liturgia del Venerdì santo presso la cappella dell’Ospedale Maggiore – attualmente ospedale COVID – quale segno di vicinanza ai malati, al personale sanitario e ai dirigenti in questa emergenza sanitaria rischiosa e dolorosa. Il rito sarà trasmesso da Tele 4 e da Radio Nuova Trieste alle ore 15. La celebrazione della Liturgia delle Ore nella mattina del Venerdì santo e del Sabato santo, presieduta dal Vescovo con la partecipazione del Capitolo della Cattedrale, è sospesa. Ricordo che il Santo Padre Francesco presiederà i riti del Venerdì santo alle ore 18 e la Via crucis in Piazza san Pietro alle ore 21, teletrasmessa e radiotrasmessa dai canali nazionali e vaticani.

f) Veglia pasquale – 11 aprile. Essa va celebrata esclusivamente in Cattedrale, nelle chiese parrocchiali, nel Santuario di Monte Grisa, nella chiesa di sant’Apollinare (Montuzza) e nel Monastero di San Cipriano a Prosecco. La celebrazione in Cattedrale si terrà alle 21. Per l’inizio della veglia o lucernario si omette l’accensione del fuoco, si accende il cero e, omessa la processione, si esegue l’annunzio pasquale (Exùltet). Segue la Liturgia della parola. Per la Liturgia battesimale, vanno rinviati i battesimi, mantenendo solo il rinnovo delle promesse battesimali. Quindi la Liturgia eucaristica. I sacerdoti che non possono celebrare la Veglia Pasquale in chiesa, sono invitati a pregare l’Ufficio delle Letture indicato per la Domenica di Pasqua. Non essendo prevista per la Veglia pasquale la trasmissione televisiva e radiofonica, si invitano i fedeli a seguire il rito presieduto dal Santo Padre Francesco alle ore 21 nelle reti televisive nazionali e vaticane.

g) Domenica di Pasqua – 12 aprile. In Cattedrale, nelle chiese parrocchiali e non si celebrerà – la concelebrazione è permessa unicamente ai sacerdoti della parrocchia che abitino nella medesima casa parrocchiale – un’unica santa Messa. In Cattedrale la celebrazione del Vescovo si terrà alle ore 10.30 e verrà trasmessa da Tele 4, Radio Rai e da Radio Nuova Trieste. Sono sospesi i Vespri solenni del pomeriggio in Cattedrale. Non potendo presiedere la tradizionale santa Messa nella Casa circondariale, invierò un messaggio pasquale di vicinanza. Tramite le reti televisive e radiofoniche nazionali e vaticane, alle ore 12.00 ci uniremo alla preghiera del Santo Padre Francesco, ricevendo la sua benedizione Urbi et Orbi. Alle ore 12.30 sono ad invitare tutti i parroci e gli amministratori parrocchiali a suonare per dieci minuti a distesa tutte le campane delle chiese della Diocesi come segno di speranza in Gesù Risorto dai morti, di comunione ecclesiale, di fraternità civile e di invocazione a Dio perché ci preservi da ogni male e ci sostenga nel cammino futuro.

5.         La Settimana Santa è da sempre l’occasione per un rinnovato incontro con il Signore, attraverso i sacramenti della confessione e della comunione eucaristica. Nella sostanziale impossibilità di accedere ad essi, sono a ricordare a tutti l’opportunità che la Chiesa offre con le seguenti pratiche spirituali[4].

a) Atto di contrizione perfetta. Con l’atto di contrizione perfetta si può ricevere il perdono dei peccati fuori dalla confessione – anche dei peccati mortali – purché il penitente sia fermamente determinato a correggere la propria vita e sia risoluto nel recarsi alla confessione sacramentale al più presto, quando diventa possibile. La contrizione perfetta è una grazia di Dio, a cui aprire la nostra anima. Per ottenere questa grazia divina, vi offro un piccolo suggerimento: ponetevi davanti a un Crocifisso e recitate, lentamente e sinceramente, questa preghiera: “O mio Dio, dal momento che Tu sei così buono e misericordioso sono sinceramente pentito di aver peccato contro di Te e con l’aiuto della tua grazia non peccherò più. Amen”.

b) La comunione spirituale. Nel caso in cui non sia possibile la piena partecipazione all’Eucaristia è bene coltivare il desiderio della piena unione con Cristo con la pratica della comunione spirituale. Per favorire questa piena comunione spirituale con Cristo sono a proporvi la seguente preghiera di Sant’Alfonso de’ Liguori: “Gesù mio, credo che sei presente nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti nella Santa Comunione, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, ti abbraccio e mi unisco a te; non permettere che mi allontani più. Amen”. Dopo alcuni momenti di adorazione silenziosa, propongo di invocare e ringraziare il Signore, secondo quanto suggerisce il suo Spirito.

6.         Carissimi sacerdoti, diaconi, consacrati e consacrate, fratelli e sorelle, la dolorosa situazione che viviamo con l’epidemia da coronavirus ci deve disporre a interrogarci profondamente su cosa il Signore ci stia chiedendo, attraverso un salutare discernimento spirituale e una pronta disponibilità a convertirci al suo Vangelo di salvezza. Nella Settimana Santa il Signore Gesù è lì ad avvertirci che per essere il Risorto ha dovuto prima essere il Crocifisso; è lì a consolarci perché nella sua Pasqua è stato sancito il patto irrevocabile di amore e comunione tra noi e il Padre suo e nostro; è lì a rassicurarci con il suo Spirito Consolatore che ormai la parola definitiva sui destini delle persone e della storia è stata pronunciata dalla bocca del Vivente che siede glorioso alla destra del Padre e non dalla bocca della morte e del peccato.

A tutti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione, che accompagno con l’augurio di una santa Pasqua nella luce del Signore risorto.

+ Giampaolo Crepaldi

Trieste, 31 marzo 2020

___________

[1] I media della CEI – a partire da Tv2000 e dal Circuito radiofonico InBlu – copriranno tutte le celebrazioni presiedute dal Santo Padre. Inoltre segnalo che nel sito della CEI https://chiciseparera.chiesacattolica.it/, si possono reperire sussidi per aiutare le persone e le famiglie a vivere con profitto spirituale la Settimana Santa.

[2] Cf. testo della lettera del Ministero, allegato alla presente.

[3] Negli Orientamenti della CEI si trova, infatti, questa precisazione: “Va in questa direzione anche l’indicazione giunta da buona parte dei Presidenti delle Conferenze Episcopali Regionali, che … ipotizzava un rinvio della celebrazione a tempi migliori, così da consentire la piena partecipazione di presbiteri e laici. Sarà il Consiglio Episcopale Permanente a offrire un orientamento unitario, in sintonia con la decisione che il Santo Padre, Primate d’Italia, adotterà per la Diocesi di Roma”.

[4] A questo riguardo, rimando al testo delle disposizioni date il 9 di marzo, in modo particolare il n. 5, presente nel sito della Diocesi.

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