Celebriamo la prossimità

Miei cari fratelli, cara famiglia clarettiana e amici:

Il Natale del 2020 ci trova in un modo speciale, con molte restrizioni volte a tenere lontano la pandemia e il virus invisibile che ha tenuto l’umanità sotto assedio per diversi mesi. In questo contesto, celebreremo il Natale, cioè la visibilità della presenza amorevole di Dio in mezzo a noi nella persona di Gesù.

Non è facile combattere il virus pandemico che infetta le persone rapidamente, senza dare alcun indizio, e che continua a diffondersi con e senza sintomi. Il virus indebolisce le funzioni vitali come la respirazione, e colpisce il senso del gusto e dell’olfatto, tra gli altri sintomi. Abbiamo resistito alla sua avanzata tenendoci a distanza, indossando mascherine e disinfettandoci le mani. Tutte le speranze di tornare alla vita normale sono riposte nell’attesa delle imminenti vaccinazioni. Come vorrei che noi umani avessimo lo stesso panico e mantenessimo la stessa vigilanza verso i virus spirituali che hanno infettato l’umanità per anni e continuano ad intorpidire i cuori e le menti, rendendoli insensibili al male e al peccato!

Il Natale arriva ogni anno con il messaggio che Dio è con noi nella e attraverso la nascita del bambino a Betlemme. La grazia salvifica di Dio è visibile e presente in noi e tra di noi attraverso l’azione dello Spirito del Signore risorto. La vita nello Spirito è l’antidoto ai virus della corruzione, dell’odio, del dominio, dell’avidità e di varie forme di schiavitù e di atteggiamenti disumanizzanti. La vita nello Spirito di Cristo produce il meglio dell’essere umano, come l’amore, la gioia, la pace, la pazienza, la gentilezza, la bontà, la fedeltà, la dolcezza e l’autocontrollo (cfr Gal 5, 19-23).

Gesù si rende presente dove noi esseri umani celebriamo la vicinanza autentica l’uno all’altro, specialmente all’umanità sofferente, e ci relazioniamo l’uno con l’altro apertamente, cioè senza dover mascherare le nostre intenzioni. Gli operatori sanitari, gli assistenti sociali e gli agenti pastorali che hanno aiutato instancabilmente le vittime della COVID-19 sono esempi di questa vicinanza. Il Natale ci chiama anche a mantenere i nostri cuori puri e disinfettati per accogliere la venuta del Signore. Uniamoci al primo canto di Natale degli angeli: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama! (Lc 2:14). Vi invito, cari fratelli, ad approfondire la comprensione di questo messaggio che è incarnato nelle nostre Costituzioni come oggetto della nostra Congregazione (CC 2). Facciamo nostro il “Fiat” della Beata Vergine Maria, nostra Madre, il cui “sì” a Dio ha cambiato il “no” di Eva nel Giardino dell’Eden. Il primo Natale si è svolto nella semplicità e nella povertà del presepe, lontano dai fasti e dallo splendore dei palazzi reali. Il contesto della pandemia, ancora presente in questo Natale, ci invita ad assaporare più profondamente il mistero del “Dio-con-noi” – Emmanuele – nelle situazioni concrete della nostra vita. Accogliamo con cuore aperto le sorprese che Dio ci riserva per l’anno 2021.

Auguro a tutti voi un Buon Natale e un anno nuovo pieno di grazia.

P. Mathew Vattamattam, CMF

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